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quadQuesta è una di quelle occasioni che non possiamo proprio lasciarci scappare: esplorare Nosy Be con un Quad! (Ok, nessuno di noi 4 ha mai guidato un quad prima, ma siamo pronti per la sfida!).

Nel primo pomeriggio incontriamo Bernard, il nostro beach boy super disponibile che ci accompagnerà durante tutto il soggiorno. È una garanzia, ha soddisfatto ogni nostro desiderio in modo impeccabile! Ci aspetta al villaggio con due quad pronti per partire.

Se è la prima volta che guidate un quad, vi consiglio di fare un po' di pratica su asfalto prima, perché partire su un terreno sconnesso in un villaggio malgascio non è proprio l'ideale. Però, superata un po’ di incertezza iniziale, finalmente inizia il divertimento!

Il giro dura circa tre ore e ci permette di vedere l’interno dell’isola, attraversare alcuni villaggi locali e fare tappe interessanti che approfondiremo poi quando, sempre con Bernard, faremo il giro completo dell’isola con la jeep. Passiamo davanti ai laghi infestati dai coccodrilli (sì, perché dei 12 laghi di Nosy Be, 11 sono infestati dai coccodrilli... quindi prima di tuffarvi, rifletteteci!), saliamo sulle pendici di Mont Passot, godiamo di panorami mozzafiato e attraversiamo piantagioni infinite di Ylang Ylang. Ora capiamo davvero perché Nosy Be è anche chiamata “l’isola dei profumi”!

L’escursione è talmente bella che ci alterniamo alla guida dei quad, mentre Bernard, con la moto, ci fa da guida apripista, segnalando ogni possibile pericolo: dalle auto in arrivo ai dossi, fino alle buche, che ci mettono un po’ alla prova nell’ultima parte del percorso.

Al termine del tour, rientriamo nel nostro resort, giusto in tempo per rilassarci e goderci un magnifico tramonto malgascio, immersi nelle acque cristalline che si trovano proprio davanti al nostro bungalow. Un’esperienza che ci ha lasciato senza fiato, tanto per i panorami spettacolari quanto per l’emozione vissuta in sella al quad.

squalo balenaUno dei motivi principali per cui abbiamo scelto Nosy Be e il mese di ottobre è  lo squalo balena!

Questo gigante buono del mare segue una rotta migratoria che passa proprio davanti alle coste dell'isola in questo periodo, subito dopo la migrazione delle balene. E se siete fortunati, (molto fortunati!), potreste anche avere la chance di vederli entrambi... ma nel nostro caso, non è andata così.

L'appuntamento è al mattino al Dive Center del resort, dove troviamo Betty, Caterina e Simone ad accoglierci. Ci danno pinne, maschera e snorkel (se qualcuno non li avesse) e siamo pronti a partire. In barca, Caterina ci fa un briefing sullo squalo balena, le regole da seguire (fondamentali per proteggere questi magnifici animali) e ci spiega come cercheremo la "mangianza", ossia il momento in cui si vedono stormi di uccelli marini tuffarsi in acqua e pesci saltare fuori: segno che un branco di plancton sta alimentando l’intero ecosistema e, con un po' di fortuna, potrebbe esserci anche lo squalo balena.

Arrivati nella "zona di caccia", tutti gli occhi sono puntati in cerca di segnali. Gli avvistamenti di mangianze non mancano, ma ogni volta lo squalo balena è assente. Dopo un po' di tentativi senza successo, decidiamo di fare un bagno per rinfrescarci e rilassarci. Tuffarsi in quell’acqua cristallina e profonda è un'esperienza incredibile. Le scie di luce che penetrano nel mare creano giochi ipnotici… e per un attimo ci illudiamo di averlo trovato, quando due pesci pilota (che solitamente si attaccano agli squali) ci passano vicino. Ma, purtroppo, niente da fare.

Risaliti sulla barca, proviamo ancora un paio di volte, ma alla fine rientriamo al resort, un po' delusi, è vero, ma sappiamo che nel mare non c'è mai certezza e la sua vastità e profondità rendono ogni incontro un momento speciale. Probabilmente ci saremo passati sopra più di una volta, ma lui ha scelto di rimanere nascosto, lontano da occhi curiosi. E forse è proprio questo che rende tutto così affascinante: non c’è niente di programmato, è lui che decide quando e se farsi vedere.

Tornati al resort per pranzo, però, dentro di noi stiamo già progettando il prossimo tentativo!

TanikelyOggi ci siamo concessi una giornata di pura immersione e snorkelling, e quale posto migliore di Nosy Tanikeli, un parco marino famoso per la sua incredibile bellezza subacquea e la varietà di vita marina che lo popola.

Già dai primi passi fatti nell'acqua, ci ritroviamo circondati da una miriade di pesci coloratissimi: i pesci pagliaccio che "rosicchiano" il corallo, i pesci farfalla con i loro colori vivaci, e i pesci fucilieri che si muovono veloci tra le acque cristalline. Ma quello che davvero ci lascia senza fiato sono alcuni incontri davvero speciali.

La prima sorpresa è una tartaruga, non gigante come quelle che vedremo a Nosy Sakatia, ma comunque affascinante. La vediamo volteggiare davanti a noi, emergere per respirare e poi rituffarsi nei fondali. Pochi istanti dopo, è il turno di una razza puntinata blu, che si muove con una grazia sorprendente, e infine la ciliegina sulla torta: una murena ! E non poteva essere altrimenti, visto che il diving in cui Ale insegna e dove anche noi tre ci siamo brevettati si chiama proprio Murena .La vediamo aggirarsi tranquilla tra le rocce, senza fretta, permettendoci di osservarla e filmarla a lungo, un'occasione piuttosto rara, dato che le murene solitamente non escono dalle loro tane durante il giorno.

Alla fine, possiamo dire che Nosy Tanikeli è davvero un posto da non perdere, distante solo un’ora di navigazione dal nostro resort . Un posto talmente bello che , una volta rientrati, decidiamo di bissare l’escursione , questa volta durante la nostra gita verso le "3 isole".

 Non vediamo l'ora di rivivere questa esperienza!

Fauna Madagascar 1Oggi ci aspetta un’avventura indimenticabile nella Foresta di Lokobe, un posto che ci regalerà l’occasione di incontrare molti degli animali che finora avevamo visto solo nei documentari, e tra questi, finalmente, i lemuri!

La giornata inizia presto, come al solito, e Bernard ci aspetta al villaggio malgascio con la jeep. Dopo un’oretta di strada, arriviamo al villaggio di Ambatozavary, dove ci accoglie una classica piroga africana: lunga, stretta e con i bilancieri laterali. Navigare su questa piroga è davvero emozionante, e ci fa sentire completamente immersi nell’atmosfera “africana”. Ma non temete, Bernard ha deciso di rendere la nostra esperienza ancora più comoda: invece delle piroghe a remi che usano altri turisti, la nostra è equipaggiata con un motore fuoribordo che ci permette di arrivare velocemente alla spiaggia che conduce alla foresta di Lokobe.

Appena arrivati sulla spiaggia, una guida locale ci accoglie per accompagnarci all’interno della foresta. E che spettacolo! Già dai primi passi, la natura ci sorprende: in una corteccia arrotolata, ci mostra una piccola nursery con cinque adorabili lemurini che ci fissano curiosi con i loro occhioni grandi e tondi. Da quel momento, è un susseguirsi di meraviglie: serpenti boa che si arrampicano sugli alberi, lemuri che saltano sulle nostre spalle al richiamo “Maki Maki” della guida, camaleonti dai colori incredibili (e ci chiediamo ancora come abbia fatto la guida a scovare il camaleonte più piccolo al mondo, grande come un’unghia!), rane dai colori vivaci e tanti altri animali straordinari.

La foresta di Lokobe ci regala un’autentica esperienza nella natura selvaggia africana, con i suoi suoni, i suoi colori e i suoi profumi. Anche questa volta Bernard ha centrato in pieno l’obiettivo: un’escursione assolutamente consigliata!

PS: Un’ultima cosa importante: a Nosy Be non ci sono animali velenosi o pericolosi per l’uomo, quindi potete stare tranquilli! Ma vi consigliamo comunque di portare con voi un buon repellente per zanzare, pantaloni lunghi e un cappello per proteggervi dal sole.

Fauna Madagascar 1

Nosy Iranya è una delle spiagge più famose e iconiche di Nosy Be, una vera perla che rappresenta al meglio la bellezza di quest’isola. In realtà, Nosy Iranya è composta da due isole separate da un lembo di sabbia lungo 1,5 km, che durante l'alta marea viene sommerso dall'acqua… e che acqua!

Come al solito, la giornata comincia presto con una colazione ricca e deliziosa al resort. Poi ci dirigiamo verso il villaggio, dove ci aspetta Bernard, pronto a portarci a Nosy Iranya. Dopo circa un'ora di navigazione (e, a proposito, la frase più comune che sentirete dire in malgascio è "mora mora", che significa "piano piano", ma questo non ha niente a che fare con il modo in cui conducono le loro barche!), finalmente vediamo in lontananza il mare trasformarsi in un azzurro cristallino e l’isola apparire in tutto il suo splendore.

Scendiamo dalla barca, ci dirigiamo verso il villaggio malgascio dove ci cambiamo e dove dopo pranzeremo e subito ci prepariamo con maschere e snorkel per tuffarci in quest’acqua straordinaria. Purtroppo, a differenza di quanto ci aspettavamo, non c’è molto pesce (probabilmente a causa dei turisti che disturbano l’ambiente), e l’esperienza subacquea non è paragonabile a quella di Nosy Tanikely, ma nuotare in quelle acque cristalline vale comunque la pena. È incredibile anche camminare sulla lunga striscia di sabbia bianca che collega le due isole, una sensazione unica.

Dopo un paio d'ore di mare, è ora di tornare a tavola per il pranzo: riso al cocco, spiedini di gamberetti e zebù, pesce fresco e, naturalmente, i deliziosi mango locali. Dopo pranzo, per “smaltire” un po’ il cibo, facciamo una bella passeggiata nel villaggio malgascio (con qualche souvenir da portare a casa) e saliamo su una collinetta che ci offre una vista spettacolare sull’isola, anzi, sulle isole, e sulla striscia di sabbia che le unisce. Un’esperienza che rimarrà nel cuore!

Fauna Madagascar 1

Oggi è stata una giornata tranquilla. Ale e Graz sono usciti per un’immersione, così noi ne abbiamo approfittato per rilassarci un po'. Dopo una colazione calma, decidiamo di fare un giro nel villaggio di fronte al resort, per conoscere la gente del posto, chiacchierare con loro e vivere un po' la "vita vera" del luogo.

Appena superiamo la barra che porta al resort, ci vengono incontro una decina di bambini che, in un ottimo italiano, ci chiamano per nome e iniziano a farci mille domande (e a invitarci nei negozi delle rispettive mamme) e infine decidono di seguirci durante il giro, particolarmente attratti dalla mia attrezzatura fotografica. Vogliono continuamente farsi fotografare e poi riguardarsi nel display... e io non aspettavo altro!

Poco dopo, un ragazzo e una signora si uniscono a noi e ci accompagnano per il villaggio, raccontandoci ogni dettaglio della loro vita quotidiana. Ci spiegano che molti abitanti del villaggio lavorano nel resort, che non solo ha creato posti di lavoro, ma ha anche offerto formazione e competenze che altrimenti non avrebbero avuto. Un’informazione che ci ha particolarmente colpito e che ha fatto guadagnare altri “punti merito” al VOI Amarina, è che l’ambulatorio medico del resort offre gratuitamente le cure anche alla popolazione del villaggio, grazie ai farmaci (antipiretici, imodium, antidolorifici, ecc.) che i turisti possono donare una volta terminata la loro vacanza.

Durante il nostro giro, veniamo a conoscere la storia della “maestra francese”, una donna che 32 anni fa ha deciso di trasferirsi nel villaggio e aprire un asilo. Decidiamo di andare a trovarla e, in francese, ci racconta la sua esperienza. Avevamo portato con noi delle penne e dei pennarelli da donare ai bambini, e parlando la sera con Ale e Graz, non abbiamo avuto dubbi: doneremo tutto all’asilo.

La visita si conclude con un po’ di shopping nei vari banchetti del villaggio, acquistando qualcosa da ciascuna bancarella per non scontentare nessuno, ma non prima di aver comprato dei biscotti da distribuire ai bambini che ci hanno accompagnato durante il tour.

È stata una giornata davvero istruttiva, che ci ha arricchiti e che abbiamo deciso di ripetere con Ale e Graz. Una giornata fatta di sorrisi (tantissimi), storie, emozioni e sensazioni che porteremo sempre con noi.

 

passotDopo una giornata di relativo relax, stamattina sveglia di nuovo prestissimo! Bernard ci aspetta con la jeep per un tour dell’isola che ci terrà occupati per tutto il giorno, toccando i luoghi più iconici di Nosy Be. Si comincia con una visita al capoluogo, Hell Ville, che, contrariamente a quanto si possa immaginare, deve il suo nome all’ammiraglio Hell. Ma, a dire il vero, il traffico caotico e la miriade di tuc tuc gialli che invadono le strade rendono davvero difficile spostarsi… una vera e propria esperienza infernale! Nonostante sia il capoluogo, più che una città, Hell Ville sembra un enorme agglomerato di baracche in legno, con qualche vecchio edificio in cemento qua e là.

Facciamo un giro nel mercato coperto della città, una vecchia struttura piena di bancarelle, colori e odori forti, davvero caratteristico e rappresentativo della vita locale. Ma… vedere i banchi di pesce e carne, con la merce semplicemente appoggiata su assi di legno, senza ghiaccio o alcuna protezione, ci fa decisamente desistere dal pensare a un acquisto! Dopo una breve passeggiata, ci dirigiamo verso l’esterno per la nostra prossima tappa: l'Albero Sacro a Ampombilava.

Il Madagascar è un mix affascinante di religioni che convivono pacificamente, tra cui quella animista. L'Albero Sacro, un immenso ficus che occupa ben 5000 metri quadrati grazie alla sua fitta rete di rami, liane e radici, è uno dei luoghi di culto più importanti. Come per tutte le cose sacre in Madagascar, l’albero è avvolto in teli bianchi o rossi e intorno si trovano offerte lasciate dagli abitanti. Dopo aver visitato anche il piccolo museo di fronte all’ingresso, risaliamo sulla jeep e partiamo alla volta della cascata sacra di Ampasindava.

Qui, più che per il paesaggio (un laghetto con una cascata non proprio enorme), ciò che colpisce è la spiritualità del luogo… anche se, devo ammettere, il viaggio per arrivarci è stato piuttosto lungo! Una volta arrivati, troviamo i bambini del posto che, in cambio di qualche euro, si tuffano nell’unico laghetto non infestato dai coccodrilli dell’isola. Se avete tempo, è una visita interessante, ma se siete di fretta, magari meglio dedicare il tempo a qualcos’altro.

La giornata continua con il nostro giro in jeep, che ci porta a vedere alcuni laghi dall’alto, e con il teleobiettivo riusciamo anche a individuare qualche coccodrillo! Alcuni di questi laghi li avevamo già visti durante il giro in quad. Poi, per concludere in bellezza, ci dirigiamo a Mont Passot, la “vetta” più alta dell’isola, per assistere al tramonto.

Dopo una breve camminata (giusto una decina di minuti) dal parcheggio, arriviamo all’osservatorio sulla cima. Su consiglio di Bernard, arriviamo con un po' di anticipo, e questo ci permette di esplorare la vetta senza la ressa di persone. Inoltre, possiamo goderci una birra fresca nell’unico “bar” del posto, gestito da un francese. Il tramonto è davvero mozzafiato, con colori incredibili che dipingono il cielo e si riflettono sul mare e sui laghi sottostanti. Ne vale davvero la pena!

Sakatia

Oggi è stata una mattinata di relax per noi, mentre Ale si dedica alla sua settima e ottava immersione, stavolta a Nosy Fanihy. Nel pomeriggio, però, ci aspetta un’esperienza davvero speciale: incontrare le tartarughe giganti a Nosy Sakatia! Partiamo subito dopo pranzo (cosa c'è di meglio per digerire che una corsa saltando sulle onde?) e, dopo una quarantina di minuti, arriviamo all’isola di Sakatia.

Non siamo nemmeno ancora arrivati che, dalla barca, già vediamo queste splendide creature emergere dall’acqua per respirare. Il loro aspetto è davvero maestoso, e il modo in cui si muovono con grazia nell’acqua è incredibile. Un rapido briefing da parte di Elisabetta, con le consuete raccomandazioni (la più importante: non toccare assolutamente gli animali!), e siamo pronti a tuffarci. Si avverte subito un’emozione unica nel trovarsi circondati da questi giganti gentili del mare.

Le tartarughe verdi, viste da vicino, sono davvero impressionanti per la loro grandezza. Si lasciano avvicinare senza paura, brucano in continuazione l’erba marina, poi risalgono in superficie per un rapido respiro, come se fossero abituate alla nostra presenza. La loro lentezza e tranquillità sono davvero ipnotiche. Restiamo in acqua un’oretta, nuotando insieme a loro, cercando di non disturbare il loro ritmo, ma cercando anche di goderci ogni attimo della loro compagnia. È un'esperienza unica, che ci fa sentire parte di un mondo completamente diverso.

Dopo aver passato un po’ di tempo con le tartarughe, rientriamo alla barca per tornare al resort. Un’esperienza assolutamente da fare! E come ci ha suggerito il nostro Diving, il momento migliore per farlo è nel primo pomeriggio, perché al mattino l’acqua è invasa dalle barche dei beach boys piene di turisti. In effetti, non è tanto la presenza dei turisti a rappresentare un problema, quanto piuttosto la navigazione spericolata dei malgasci, che a volte non sembra rispettare troppo le regole della sicurezza in mare!

resort

Oggi non sono previste escursioni, quindi mentre Ale si immerge nel canale di Mozambico per una nuova avventura subacquea, io, Erika e Graz decidiamo di dedicarci completamente al relax e alla vita da resort. Purtroppo, alcuni piccoli problemi di salute costringono Erika e Graz a prendersi una giornata di assoluto riposo, ma non ci facciamo abbattere. La giornata scorre tranquilla tra la spiaggia, il bar, il campo da beach volley e il mare.

Iniziamo con una passeggiata sulla sabbia, godendoci la calma e la bellezza del paesaggio. Il mare è calmo, cristallino, e il sole ci regala quella luce calda che rende tutto ancora più speciale. Non c’è fretta, ci siamo concessi una pausa totale dal ritmo frenetico delle escursioni, e ci lasciamo coccolare dal suono delle onde che si infrangono sulla riva.

Dopo un po’, ci sistemiamo sotto una palma per un po’ di ombra, con una bevanda fresca in mano e il pensiero che oggi è il giorno giusto per non fare nulla di impegnativo. Il bar del resort è sempre pronto a rifornirci di cocktail tropicali e succhi freschi, il che rende ancora più piacevole questa pausa. Tra una chiacchiera e l’altra, qualche tuffo nel mare e una partita di beach volley, la giornata scivola via senza alcuna preoccupazione.

Anche se Erika e Graz sono costretti a riposarsi, l'atmosfera rilassata del resort ci fa sentire tutti rigenerati. C’è qualcosa di magico in questo posto che ti invita a rallentare, a lasciare da parte la frenesia e a vivere il presente. Le ultime ore della giornata le passiamo in spiaggia, osservando il cielo che pian piano si colora di tonalità arancioni e rosa, un altro tramonto mozzafiato che segna il passaggio di un altro giorno in questo angolo di paradiso.

Questa giornata di "riposo forzato" è l'ideale per ricaricare le energie in vista degli ultimi giorni che ci separano dalla fine della nostra avventura. Non possiamo che sentirci grati per ogni momento vissuto finora, eppure siamo già pronti per gli ultimi giorni, con ancora tanto da scoprire e da godere di questa splendida isola.

 

Nosy kombaOggi si riparte alla scoperta delle tre isole! Per l'occasione, e per avere un po' più di autonomia, abbiamo deciso, insieme a Bernard, di noleggiare una barca privata solo per noi quattro. Certo, una scelta un po’ più costosa, ma decisamente valida! Dopo una partenza un po’ movimentata, siamo arrivati al porto di Hell Ville, dove ci attende una "dogana" piuttosto insolita: dobbiamo scrivere i nostri dati su un improbabile quaderno, insieme a quelli dei passaporti, e ovviamente non può mancare la solita mancia al funzionario di turno, per concludere il tutto. Finalmente imbarchiamo e ci dirigiamo verso Nosy Tanikely, la prima isola.

Lo snorkeling a Nosy Tanikely lo avevamo già fatto in passato, ma ci è piaciuto talmente tanto che abbiamo deciso di ripetere l'esperienza. E, come la prima volta, non ci ha deluso affatto! Dopo un paio d'ore immersi tra pesci variopinti e tartarughe, facciamo una visita al Faro che svetta sull’isola, regalando un panorama mozzafiato. Lasciamo Nosy Tanikely e ci dirigiamo verso Nosy Vorona. l'arrivo a Nosy Vorona è semplicemente incantevole: una piccolissima isola di sabbia bianca, circondata da acque cristalline dal colore azzurro intenso. È il tipo di luogo che sembra uscito da una cartolina!

Prossima tappa Nosy Komba, Qui ci aspettano lemuri curiosi, camaleonti che si mimetizzano perfettamente con la vegetazione e tanti altri animali tipici del Madagascar. Il villaggio che ci accoglie è un tipico villaggio di pescatori, che ci porta rapidamente alla foresta, una piccola passeggiata che ci fa respirare l'autenticità del luogo. Sebbene avessimo già visitato la foresta di Lokobe, non possiamo fare a meno di apprezzare anche questa.

Dopo la passeggiata nella natura, ci dirigiamo verso un ristorante sulla spiaggia, gestito dalla nipote di Bernard. Una volta terminato il pranzo, ci rilassiamo su comodi divanetti all'ombra, godendoci il panorama marino.

Purtroppo, il mare continua a ingrossarsi e Bernard, saggiamente, decide che è il momento di tornare indietro. Condividiamo tutti la sua decisione, e il viaggio di ritorno, con onde che mettono a dura prova i nostri stomaci e le nostre schiene, ci ricorda che non sempre tutto va come previsto. Ma, una volta raggiunto il porto, la stanchezza scompare all'istante. Siamo di nuovo sulla terraferma e possiamo rilassarci in tempo per un aperitivo sulla spiaggia, mentre il tramonto spettacolare ci regala uno degli ultimi momenti magici della giornata.

Julien

Mancava un protagonista assoluto nella lista degli animali da vedere in Madagascar: lui, il leggendario Re Julien, il lemure con la coda a righe bianca e nera! Il Lemur catta, però, non è tipico del nord del Madagascar, anzi, predilige le zone più secche del centro-sud, il che significa che non si trova libero a Nosy Be e nelle isole limitrofe. Ma noi non potevamo certo andarcene senza averlo visto da vicino, quindi non ci resta che fare una visita a Lemurland, un parco situato a poca distanza da Hell Ville, all'interno di una piantagione di Ylang Ylang.

L'emozione di vedere finalmente il lemure catta  è grande, ma c'è anche un aspetto da considerare: il parco è una proprietà privata e, come ci ha fatto notare la guida, non riceve sovvenzioni statali. Perciò, si paga un biglietto d’ingresso di 13 euro a persona, a cui si aggiunge un "offerta" per la guida, ma, non importa quanto si dia, non saranno mai soddisfatti… La visita dura un paio d'ore ed è interessante, ma dopo aver passato giorni a osservare gli animali liberi in natura, vedere questi ultimi rinchiusi in gabbie o recinti di cemento lascia un po’ di tristezza. Tra i vari abitanti del parco, ci sono camaleonti, serpenti, cicale, coccodrilli e, naturalmente, loro, i simpaticissimi lemuri dalla coda a righe, che al richiamo della guida saltano giù dagli alberi nell'isolotto artificiale che gli è stato creato (sono estremamente territoriali). E finalmente, si avvicinano, permettendoci di apprezzare la loro bellezza e simpatia in tutta tranquillità. E mentre li osserviamo, quasi inconsciamente, non possiamo non  canticchiare "I like to move it".

Ci sono altre due cose che sicuramente resteranno negli annali dei “papaveri e papera” : i gabinetti “panoramici” del parco, con un lato completamente spalancato sulla foresta ( e su chi ci sta camminando ) per una privacy piuttosto “alternativa” e l’avverarsi del mio incubo peggiore , ho una paura e una fobia : la paura sono i serpenti ma, un po' per spirito di avventura (e competizione) un po' per orgoglio personale mi sono fatto mettere un boa attorno al collo ( e ammetto che non è stata una brutta esperienza ) , la fobia invece riguarda i ragni , da sempre ne ho il terrore ! E ovviamente chi poteva avere la fortuna di un incontro ravvicinato con un ragno se non io … sentire qualcosa che ti sale su per la gamba mentre fai una foto, poi di colpo risentire qualcosa sul braccio, girarsi e trovarsi sul braccio un enorme  peloso ragno rosso … beh per fortuna Ale e Erika me lo hanno tolto di dosso!

La visita continua con una rapida sosta al “Museo della distilleria di Ylang Ylang", che ci racconta la storia di questa pianta così tipica della zona. Finita la visita, è il momento di ripartire e tornare al nostro resort, riflettendo su questa giornata che, pur con qualche lato un po’ meno naturale, ci ha regalato un incontro speciale con il nostro Re Julien!

bimbi

Ci siamo, è arrivato anche il nostro ultimo giorno in questo splendido angolo di paradiso ma  c’è ancora un conto in sospeso: lo Squalo Balena! La sveglia suona presto, colazione super velocissima e via, insieme alle ragazze del Blue Wave Diving, partiamo alla ricerca di questa magnifico gigante del mare. Come sempre, seguiamo le indicazioni di Caterina, i nostri occhi scrutano l’orizzonte, pronti a riconoscere i segnali… Ma stavolta, tra la folla di barche presenti, trovare il nostro squalo diventa ancora più difficile. E purtroppo, ancora una volta, non lo vediamo. Pazienza, a volte la natura è così!

Il ritorno al resort è un po' silenzioso per la delusione, ma ci pensa Elisabetta a riportarci il buonumore! Con il suo cappello di lana rosso e il sorriso contagioso, inizia a mettere a palla canzoni natalizie. In pochi secondi, la barca si trasforma in un coro improvvisato: tutti, più o meno intonati, iniziamo a cantare, e l’atmosfera si fa subito più calda e gioiosa. (I video che abbiamo registrato saranno senz’altro utili per i prossimi biglietti d'auguri, quindi preparatevi!) Arriviamo al resort in tempo per il pranzo, e subito dopo, nonostante la tristezza per la fine imminente del nostro soggiorno, c'è ancora un impegno che dobbiamo mantenere: l’ultima visita al villaggio.

Le ragazze preparano una borsa con alcuni vestiti da donare, ma un consiglio che vi vogliamo dare è di affidare i regali al capo villaggio, così da evitare discussioni o delusioni tra i bambini. L’esperienza al villaggio è speciale: incontriamo anche Bernard, che ci aspetta con uno zaino pieno di biscotti da distribuire. Facciamo una rapida visita all’asilo per lasciare penne e pennarelli, passiamo dalle capanne per qualche acquisto e, soprattutto, per salutare le persone che ogni giorno ci hanno accolto con sorrisi enormi. E nei saluti, inevitabilmente, qualche lacrima scende. C’è anche un momento per scambiare numeri di telefono (sì, vivono nelle capanne, ma hanno WhatsApp e Facebook!) e poi, finalmente, arriva il momento tanto atteso: la distribuzione dei biscotti! Vedere i bambini che, dopo averli mangiati, corrono a ringraziarti con gli occhi brillanti è un’emozione che difficilmente dimenticheremo.

Siamo ormai ai saluti finali, e arriva anche il momento di ringraziare chi ha reso questo viaggio veramente speciale: Bernard. Un grazie di cuore a lui, che ci ha accompagnato, consigliato, e che ha sempre soddisfatto ogni nostra richiesta con il suo sorriso caloroso. È stata una guida straordinaria e un vero amico. “Mora Mora” (piano piano, come ci ha insegnato lui!) rientriamo al resort, dove ci aspettano i bagagli da preparare per la partenza all’alba del giorno dopo e la cena dove salutare tutti i membri dello staff del resort .

 Riempire le valigie in silenzio, con un po' di tristezza nel cuore, non è mai facile, ma sappiamo che questo viaggio, con tutte le sue emozioni, rimarrà per sempre nei cuori dei “Papavera e Papera”. Un viaggio che ha lasciato un’impronta indelebile nelle nostre vite e nei nostri ricordi.